La competitività della produzione manifatturiera affronta le conseguenze delle decisioni ambientali adottate dalle istituzioni dell’Unione Europea negli ultimi anni. Durante l’Assemblea generale dell’Associazione Industriali Cremona, il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza (FdI-ECR) ha espresso una valutazione sulle condizioni economiche attuali.
Fidanza su crisi manifatturiera e transizione ecologica
«Nella scorsa legislatura europea la competitività industriale è stata sacrificata sull’altare di una transizione green ideologica che ha distrutto una parte del nostro tessuto produttivo. Oggi Bruxelles cerca tardivamente di correggere la rotta, ma le nostre imprese non hanno più tempo: siamo schiacciati dalla sovracapacità cinese, dai costi energetici e da regole europee che penalizzano chi produce».
L’analisi presentata dall’eurodeputato Carlo Fidanza (FdI-ECR) nel territorio lombardo si focalizza sul meccanismo di tassazione delle emissioni e sul settore automobilistico.
«L’ETS è l’emblema di queste follie: il costo delle quote è passato da circa 7 a oltre 85 euro, con una parte rilevante del valore che finisce agli intermediari finanziari anziché all’industria. E sull’automotive abbiamo denunciato per anni le conseguenze devastanti di una transizione tutta elettrica che ha negato la neutralità tecnologica e penalizzato eccellenze come i biocarburanti italiani. Il Governo Meloni si batte per cambiare queste regole, perché serve una revisione radicale del Green Deal. Gli interventi di semplificazione avviati dalla Commissione sono un primo passo, ma non bastano: senza decisioni coraggiose e immediate rischiamo di perdere definitivamente la nostra base industriale».